I referendum dei cittadini

Paolo Di Adamo, coordinatore del Comitato vota Sì per fermare il nucleare, interviene in risposta all’articolo pubblicato da La Provincia di Como il 10 giugno 2011: «Leggo su La Provincia (in prima pagina) “ I referendum di un liberista” a firma di Guglielmo d’Occam. Per fortuna che a scrivere è un monaco morto nel 1349, altrimenti mi preoccuperei molto per le capacità intellettuali dell’articolista che prendendo spunto dalla” metafora del rasoio” ( rasoio d’Occam) potrebbe, secondo il mio modestissimo avviso usare per radersi non i peli della barba, bensì altre parti definite meno nobili del corpo. Il sunto della metafora è: “ non complicare ciò che è semplice”. L’articolista con tale pseudonimo fa esattamente il contrario. Si arrovella e ricerca “dietrologie” politico-parititiche, non avendo capito, sempre a mio modesto avviso, quello che i referendum chiedono come risposta ai cittadini e solo un !Sì” o un “No”. Quel “prendere una posizione” che il sig.”Guglielmo” dichiara “la sinistra avrebbe dovuto prendere”, non è della sinistra o della destra è semplicemente dei cittadini italiani, almeno mi pare di capire che così l’istituto del referendum reciti. Non è possibile che tutto debba essere visto e diviso in “destra” e “sinistra”. Quando uno beve un bicchiere d’ acqua o si ammala di un tumore a causa di “un radionuclide”, non si domanda “è di destra o di sinistra?”. L’acqua è un bene comune, non servono specificazioni ( sempre nella metafora del “rasoio d’Occam” : “ A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire”. Il contorsionismo dell’articolista nel dichiarare la necessità di “ sottrarre la gestione del servizio idrico al monopolio della mano pubblica” e nel giustificare questa necessità ( quasi dovere) come “miglior antidoto al clientelismo che caratterizza la gestione pubblica” dimentica di quanto quel “privato” si adoperi nel ritrarre il massimo profitto ( naturale scopo di ogni società di capitali) anche al dì là dei valori sociali ed alle volte etici. Assicurare , per legge un profitto (utile) certo ( sicuro), snatura il concetto di capitale di rischio: tutti così potrebbero “ sic et simpliciter” divenire imprenditori. Una semplice considerazione : avere l’acqua a titolo gratuito, utilizzare il patrimonio (rete distribuzione dell’acqua), avere un mercato certo ( tutti bevono, si lavano…), accendere mutui per “riparare le perdite”… ricaricare il tutto con un utile del 7% e così quantificare il prezzo dell’acqua ai cittadini, mi scusi l’articolista ma se lo riteniamo un sistema valido, allora sì che dobbiamo usare anche noi quel” rasoio” per “eliminare definitivamente a noi maschietti la barba sul viso”. “Quanto al nucleare, ci sono tre ragioni per vederlo con favore”, “summa” del sig. Guglielmo:” minimizza le emissioni di gas serra”,”presenta meno rischi geo-politici del petrolio” ed è “meno costoso, di ogni altra fonte di energia”. Peccato che il sig. d’Occam non dimostri la veridicità di tali affermazioni. Mi permetto solo un consiglio all’articolista: “ si documenti bene sugli argomenti e quando e se lo ritiene io ed altri più illustri conoscitori della materia saremo ben lieti di confrontarci sul tema. La chiosa finale sul nucleare “ dismissione del nucleare di Germania e Svizzera” è inverosimile, prima perché non corrisponde a verità quanto definito nell’articolo “moratoria nucleare scelta dai due Paesi”, in quanto Germania e Svizzera hanno dichiarato “l’abbandono del nucleare” e quel “ non dimentichiamoci che quei paesi hanno già una significativa produzione di energia nucleare” a mio modesto avviso è un rafforzativo alla scelta drastica adottata dai nostri vicini ( finalmente dopo 24 anni dal nostro no al nucleare – referendum ’87- anche loro si sono resi conto della inutilità e pericolosità dei rischi direttamente ascrivibili alle centrali nucleari). L’articolo “ I referendum di un liberista” chiude così come ha iniziato: confonde il diritto di “ democrazia condivisa” con il PD, cercando di indurre i lettori a porre il voto sui referendum alla stessa stregua di una dichiarazione politico partitica, cioè esattamente l’opposto di quello che i cittadini sono chiamati a rispondere con un semplice “sì” per abrogare una legge o “no” per mantenerla. Senza pretesa alcuna, mi permetto di consigliare all’articolista almeno per la prossima volta uno pseudonimo che non richiami la metafora del: “ non complicare ciò che è semplice». [Paolo Di Adamo  Coordinatore comitato provinciale Vota Sì per fermare il nucleare].

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