Per l’Acqua bene comune e contro il nucleare il 6 maggio con la Cgil

L’intervento Sciopero dal lavoro ma non dalla ragione di Giuseppe Costingo venerdì 6 maggio dal palco della manifestazione della Cgil in piazza Cavour a Como. «Parlo a nome del Comitato 2sì acqua bene comune e del Comitato Vota sì per fermare il nucleare. Vogliamo fare un accorato appello a tutti i cittadini di Como e provincia: il 12 e 13 giugno abbiamo l’occasione storica di fermare una deriva economica e sociale che dura da troppo tempo. «Fermare la privatizzazione dei servizi idrici con due si vuol dire rimettere al primo posto  valori, un bene essenziale come l’acqua, madre della vita, perciò madre di tutti. Privatizzereste vostra madre?

Rivendichiamo con due sì la necessità che l’acqua sia e rimanga pubblica.

Sul nucleare ci siamo già espressi nel referendum del 1987, all’indomani del disastro di Cernobyl di cui non si conoscono ancora per intero tutte le conseguenze, con una valanga di sì contrari alla istallazione delle centrali

Sono passati 25 anni pochissimo si è voluto fare per sviluppare nel nostro paese vere e diversificate  fonti alternative di energia.

Dopo il disastro giapponese gravissimo e inatteso, il governo  si è affrettato a tranquillizzarci annunciando un ripensamento del programma nucleare italo-francese, non solo, ma vogliono riflettere anche sulla privatizzazione dell’acqua costituendo una autority ad hoc. Vogliono farci credere che possiamo andare ancora una volta tranquillamente al mare. Hanno rifiutato l’accorpamento dei referendum con le amministrative con un costo aggiuntivo di 300 milioni di euro.

Ora vogliono  confonderci depotenziando l’ affluenza al voto.

Ciò che veramente importa per loro è far fallire il raggiungimento del quorum e quindi anche il quarto quesito, quello del

legittimo impedimento, vero obbiettivo della campagna fumogena che

hanno lanciato; a loro diciamo che non ci faremo espropriare del nostro sacrosanto diritto di dire “basta ora decidiamo noi”. Convinciamo amici e parenti, conoscenti, attraverso la rete, facebook, sms, telefono, suonando alla porta del nostro vicino di casa, quello che non la pensa come noi, qualunque mezzo insomma per andare in massa a votare.

Se falliscono questi referendum su questioni così essenziali non ci sarà più politica possibile in questo paese, perchè c’è in gioco anche l’istituto stesso

del referendum che da 15 anni non raggiunge il numero sufficiente di votanti per renderlo valido .Le scelte che siamo chiamati a compiere su Acqua, energia e giustizia hanno ricadute immediate su occupazione, modello di società, diritto di tutti, sono il nostro patrimonio di beni comuni

il nostro futuro, affermiamo con forza il 12 e 13 giugno la volontà di difenderli con 4 sì». [Giuseppe Costingo]

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