C’è bisogno di discutere con serenità

Sulla questione nucleare e più in generale dell’energia nel nostro Paese c’è bisogno di discutere con serenità, ma soprattutto di conoscere anche i dati, i numeri che compongono il contesto. È per questo che provo a richiamare qualche dato:

  • le centrali nucleari, come è noto, producono solo energia elettrica e scorie altamente radioattive per migliaia di anni;
  • il fabbisogno di energia elettrica in Italia e nei paesi industrializzati è solo il 20% circa del fabbisogno energetico totale;
  • L’Italia è potenzialmente autosufficiente per il proprio fabbisogno di energia elettrica prodotta da centrali termiche e rinnovabili;
  • l’Italia importa energia elettrica da centrali nucleari da Svizzera e Francia a prezzi particolarmente favorevoli per uso notturno (quando il fabbisogno è ridotto Francia e Svizzera dovrebbero “rottamarla”);
  • La Francia, malgrado le sue 59 centrali nucleari, importa dall’estero circa il 53% del proprio fabbisogno di energie fossili, ma nel conteggio non sono inclusi i costi dell’importazione di uranio che viene inscritto nel capitolo delle “importazioni di materie prime minerarie”;
  • Lo spreco energetico in Italia è immenso. L’Italia importa l’86% del proprio fabbisogno energetico, in particolare energie fossili quali petrolio e gas, rispetto al 53% della media dell’Europa a 17;
  • la Comunità Europea, con Delibera 2001/77, assumendo i contenuti del “Protocollo di Kyoto”, obbliga i paesi aderenti a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera entro il2012. l’Italia deve ridurre, per quella data , oltre 100 milioni di tonnellate di CO2; la quota parte della Lombardia è di 18,5 milioni di tonnellate (PAE Reg. Lomb.);la Provinciadi Como deve ridurre per quella data 1,3 milioni di tonnellate di CO2 (Piano Energetico Provinciale dicembre 2007);
  • l’Italia rischia una pesante sanzione se non raggiunge gli indici previsti dalla deliberala CE ha approvato una successiva delibera per il dopo Kyoto,che prevede una ulteriore riduzione entro il 2020 del 20% delle emissioni inquinanti in atmosfera, la produzione del 20% di energie da fonti rinnovabili e la riduzione degli sprechi del 20 % .

Siamo al 2011, cosa è stato fatto ? Dov’è il Piano Energetico approvato dalla Provincia di Como nel dicembre 2007 ? A che punto è il “Piano di Azioni” allegato al Piano Energetico?.Il “Piano” individua tre settori strategici per la sua realizzazione:

Trasporti; residenziale; industria. E io mi permetto di aggiungere Enti Pubblici.

Trasporti

Como, dove pure sono presenti due linee ferroviarie, una linea di navigazione e un aereoclub, è campione mondiale per intensità di traffico su gomma per merci e persone (Agenda 21 di Como). Un ripensamento della politica dei trasporti è dunque il primo obiettivo per un concreto progetto di risparmio energetico (e di tutela della salute dei cittadini); ad oggi però leggiamo solo tagli di corse e aumento delle tariffe del trasporto pubblico.

Residenziale

L’edilizia della provincia di Como è nella media italiana per bassa qualità costruttiva dal punto di vista del consumo e della dispersione energetica per riscaldamento e condizionamento. La categoria energetica sta trala Gela F, con sprechi immensi a danno dell’ambiente e del reddito degli abitanti. Il Piano energetico prevederebbe norme restrittive e sopratttutto ristrutturazioni dell’edilizia esistente.

Industria

Il 93,4% dell’apparato produttivo comasco è composto da aziende con meno di 10 dipendenti, quindi aziende piccole e piccolissime. I motori elettrici utilizzati da queste aziende sono prevalentemente a bassa efficienza. Un motore a bassa efficienza consuma mediamente il 25/30 % di energia in più rispetto ad un analogo motore ad alta efficienza. (PAE Reg. Lomb., rapporto Confindustria novembre 2010).

C’è ne abbastanza per dire che il primo grande obiettivo italiano/ lombardo/comasco è il risparmio energetico. Intervenire su questi settori è già una vera “rivoluzione produttiva” con grande risparmio di energie fossili e CO2.

Centrali nucleari

A prescindere da pregiudizi su infiltrazioni mafiose (vedi Expo 2015),

il costo di una Centrale Nucleare di “Terza Generazione +” della potenza di 1.600 Megawat, prima della vicenda giapponese, è di circa 4,5 miliardi di Euro; con la stessa cifra si producono pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 4.000 Megawat, pari alla potenza di quasi tre centrali nucleari del tipo EPR.

Le centrali nucleari di quarta generazione sono ancora di là da venire. Quelle di 3a generazione (Flamanville, Francia; Olkilluoto, Finlandia) sono ancora dei “prototipi” e i costi sono in continuo aumento di anno in anno.

I tempi di costruzione di una Centrale Nucleare, una volta approvato il

progetto(!), sono di circa 7/8 anni. Dal momento dell’attivazione, per recuperare l’investimento occorrono almeno 12 anni per avere un KW a basso costo. Ne consegue che per avere energia elettrica dalle prime 8 centrali nucleari (questa è la proposta nel programma di Governo), per un costo di circa 40 miliardi di Euro, una volta ammortizzato l’investimento, si va al 2030. Il tutto senza avere risolto il problema delle scorie (a tutt’oggi le scorie radioattive delle 439 centrali nucleari di tutto il mondo sono stoccate in depositi in attesa di?……. ).

Energie rinnovabili

Luce, sole, vento, acqua, biomasse, pompe di calore, geotermia, ecc., possono produrre energia elettrica, gas metano, calore, entro 6 mesi dall’approvazione del progetto.

Tutte le Energie Rinnovabili sono prodotte e consumate sul posto; attivano occupazione sul territorio. Tutti i materiali componenti sono totalmente riciclabili.

Questo il quadro attuale, questi i dati su cui aprire una discussione franca.

Misuriamoci sui fatti, non sui pregiudizi. [Michele Marciano CGIL Como,  Comitato scientifico del Comitato comasco vota Sì per fermare il nucleare]

 

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One Response to C’è bisogno di discutere con serenità

  1. […] Un intervento di Michele Marciano sulla questione nucleare e più in generale dell’energia nel nostro Paese. «C’è bisogno di discutere con serenità, ma soprattutto di conoscere anche i dati, i numeri che compongono il contesto». Leggi il seguito dell’articolo sul blog Comoenergiafelice. […]

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